Il lavoro clinico in carcere: Quali spazi di terapeuticità

Francesca Campostrini

Abstract


Il lavoro dello psicologo clinico in carcere è sottoposto a pressioni di varia natura, che riguardano i vincoli forti dentro il quale si trova ad operare. Questo a fronte di una evidente e profonda necessità di istituire degli assetti di cura dentro il carcere, che accoglie pazienti psichiatrici e che possiede un elevato potenziale iatrogeno. I vincoli vengono nominati dall’autrice come vincoli di tipo legislativo, istituzionale e culturale. In questa analisi l’istituzione carceraria appare dominata da un pervasivo conflitto tra istanze custodialistiche e rieducative. La possibilità di lavoro per lo psicologo consistono nella triangolazione della dicotomia del conflitto, e nell’introduzione dei setting clinici paritetici a quelli esterni al carcere. Il lavoro si conclude con una breve descrizione dell’ esperienza dell’autrice di conduzione di gruppi a tempo limitato in carcere a partire da questi vertici di osservazione.

Parole chiave: Carcere; Carcere e salute mentale Custodia; Rieducazione; Pratica clinica




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