Ritrovarsi. Storia della relazione clinica con un minore straniero non accompagnato all’interno del carcere per minori

Loredana Sortino

Abstract


L’articolo nasce dalla riflessione clinica avvenuta in occasione del convegno sul “Rischio suicidario in adolescenza” svoltosi a Palermo nel settembre 2017. La scelta di presentare la storia di un giovane adolescente, minore straniero non accompagnato, detenuto presso l’istituto penale per i minorenni per circa tre anni, ha permesso di attraversare le fasi di una relazione terapeutica segnata dal “rischio della morte”, dalla solitudine, dal sentirsi vittima di ingiustizia e dal dolore psichico “muto” che gradualmente ha trovato accesso alla possibilità di essere accolto e significato, comunicato e condiviso nell’incontro soggettuale. La riflessione proposta è preceduta da una parte relativa al contesto istituzionale detentivo, fondamentale per l’organizzazione del set/setting in cui è maturata la “relazione di cura”. Sullo sfondo, ma non meno importante, la teoria gruppoanalitica che ha permesso di “so- stare” nell’incertezza, nello sgomento, nel rischio di non farcela, per riscoprire pian piano il miracolo della vita che avviene nell’incontro con l’altro, nella riscoperta di sé e nella possibilità di ri-trovarsi senza più perdersi. 


Keyword


Carcere; Equipe multidisciplinare; Ideazione suicidaria; Istituto penale per minori

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